Il Borgo Medioevale di Torino costituisce l'insieme di un museo, sia pure sui generis, dedicato all'architettura medievale.
Il borgo è costituito da strutture ricostruite fedelmente riproducendo edifici del XV secolo. È, di fatto, più simile a un sito archeologico-monumentale e nacque all'interno del parco del Valentino come padiglione dell'Esposizione generale italiana che si svolse a Torino dall'aprile al novembre del 1884.
In onore di tale evento, nel 1882 fu pianificata la costruzione di un padiglione ispirato a vari stili e regioni d’Italia che fu però sostituito dal progetto del Borgo e della Rocca medievali quando Alfredo d'Andrade, studioso medievalista portoghese esperto di architettura italiana, prese parte ai lavori. La prima pietra fu posata il 6 giugno del 1883, mentre il 27 aprile del 1884 il Borgo e la Rocca furono inaugurati.
Il risultato di vent'anni di ricerche fu un "progetto culturale" in cui si fondono architettura, arti decorative, l’ambiente urbano, l’arredamento e gli oggetti di uso quotidiano, a rappresentare il Piemonte del tardo-medioevo.
Destinato alla demolizione al termine dell'Esposizione Generale Italiana, fu viceversa mantenuto e divenne museo civico nel 1942.
All’interno delle mura merlate, oltre il ponte levatoio, le costruzioni del Borgo si susseguono lungo la via maestra in un percorso estremamente suggestivo. Esse ripropongono edifici piemontesi e valdostani, accostati a costituire un nucleo abitato animato dalle botteghe artigiane. Dalla fontana alla tettoia del forno per il pane, dal laboratorio del maniscalco, all’Ospizio per accogliere i pellegrini. Sotto il portico della Casa di Bussoleno è allestita una cartiera con l’antica pila a magli che sfilaccia gli stracci per la carta. Diciassette edifici principali, con passaggi verso l’esterno che interrompono la continuità dei portici, dove si affacciano le botteghe e i laboratori artigiani, e alcuni slarghi animati dal suono delle fontane e impreziositi dall’affaccio della chiesa e dalle facciate monumentali.
Piazzetta e fontana di Salbertrand.
Nella piazzetta col forno (5), all’ingresso del Borgo è collocata una fontana in pietra con la data 1484 incisa in caratteri gotici “MIL CCCC LXXXIIII” (7). L’acqua zampilla da un vaso sollevato in alto su una colonnetta, per attingere con grandi recipienti da appoggiare sulle barre di metallo che attraversano la vasca. Fontane di questo tipo, con vasca quadrangolare o poligonale decorata ad archetti e colonna sormontata da una coppa, si trovano diffuse nell’alta Valle di Susa: per il Borgo furono prese a modello in particolare quelle di Salbertrand e di Oulx.
Pozzo di Dronero.
Il pozzo, a servizio di tutto l’abitato, è nel cortile di Avigliana (19). La vera del pozzo in pietra è l’unico manufatto realmente quattrocentesco del Borgo: proviene da una casa di Dronero di proprietà, nel 1884, del cavalier Giuseppe Voli d’Avena. Reca gli stemmi delle famiglie che potevano esercitare diritti sull’uso dell’acqua della falda: i marchesi di Saluzzo e i Berardi, signori di San Damiano.
Cortile e fontana del melograno.
La piazza più grande del Borgo prende il nome dalla riproduzione della raffinata fontana del Castello di Issogne, in Valle d’Aosta, risalente al primo Cinquecento (23). In ferro battuto, rappresenta un albero di melograno. Fu realizzata per il padiglione piemontese all’Esposizione Internazionale di Roma del 1911; era dipinta e dorata, come ancora allora l’originale, secondo le annotazioni prese da Alfredo D’Andrade nel 1887. Fu collocata nel cortile del Borgo nel 1928, in occasione dei festeggiamenti del decennale della vittoria della prima guerra mondiale e dei cinquecento anni dalla nascita di Emanuele Filiberto, il duca di Savoia che portò la capitale da Chambéry a Torino.
Fonte: Wikipedia
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